Famiglia

Claudio Marengo nel 1960

La mia famiglia e' di nobili origini genovesi e migro' nel Mediterraneo Orientale nei primi dell'ottocento dove fu' numerosa e ben considerata la comunita' di coloni genovesi.

Il capostipite MARCO, si insidio' a SIRO (Syra) nelle isole Cicladi, nell'attuale Grecia, sposo' LORENZA DURAZZA e suo figlio GIOVANNI, nato a SIRO e noto con il nomignolo di "ZANE", ebbe da sua moglie PETRONILLA PRIVILEGGIO, anch'essa italiana di SIRO, ben sei figli. Trasferitosi a Costantinopoli divenne dirgente dell'Ospedale Italiano.

Io discendo del suo ultimogenito RENATO MARENGO che fu' Ispettore Generale dell'ORIENT EXPRESS. Suo fratello maggiore, GIOVANNI BATTISTA ebbe cariche Consolari, inclusi i suoi discendenti. GIORGIO, il secondo, fu' per un certo periodo in Inghilterra ma successivamente si dedico' al commercio di grano in Ucraina dove acquisto' anche dei terreni. Fu' costretto a ritornare a Costantinopoli dopo la rivoluzione russa, perdendo cosi tutto quello che possedeva. Mori nell'incendio di casa sua cercando di salvare gli inutili documenti di proprieta' confiscati dai rivoluzionari bolscevichi. Il terzo, NICOLA, si trasferi' in Francia con la sua famiglia. Il quarto, DOMENICO, divenne Arcivescovo della Chiesa Cattolica a Smirne (in turco Izmir) [vedi fotografia] e la quinta, CARMELA, sposo' un discendente della famiglia SFORZA.

Vedi anche "l'albero genealogico" della Famiglia Marengo, con tutti i dettagli. Vedi anche Img

Il mio bisnonno RENATO unitosi in matrimonio con la Contessa ANGELINA VIDOVICH, inglese di origine, ebbe sei figli e mio nonno ALFREDO fu' l'ultimogenito. Al fratello della Contessa Angelina, Demetrio Vidovich, per meriti speciali, gli fu' conferito il cavalierato dell'ordine di Malta. [vedi fotografie]

Gli altri figli furono, in ordine cronologico: MARIA (Marie) - MARGHERITA (Margueritte) - GIUSEPPE (Joseph) che sposo' la Contessa ANDROMACA GRAZIANI e fu' il procuratore della "Banque Ottomane" in Istanbul - NOELIA (Noelie) e GIOVANNA (Jeanne) [foto della famiglia].

Nell'arco di tutte le generazioni, tutti mantennero la nazionalita' italiana e furono parte attiva di tutta la "comunita' levantina" di Costantinopoli.

Mio nonno ALFREDO frequento' le scuole occidentali e quando consegui' la maturita' inizio' a lavorare presso la BANCA COMMERCIALE ITALIANA diventandone poi Direttore. Durante il periodo della Grande Guerra, si uni' in matrimonio per procura con ALICE BILJAN nata nel 1902 a Zagabria, all'epoca, Impero austro-ungarico (oggi Capitale e principale citta' della Croazia). Mia nonna ALICE fu' l'ultimogenita di GIOVANNI BILJAN, ufficiale di Marina dell'Impero austro-ungarico il quale sposatosi con MARIA TOSTICH, ebbe tre figli, GIUSEPPE (da tutti chiamato PEPI), EGVIGE ed ovviamente ALICE. [foto della famiglia Biljan].

I miei nonni, ebbero solo un figlio, nato nel 1924 e gli diedero il nome del nonno RENATO. Mio padre nacque ad ADALIA (nome turco Antalya) nel periodo in cui fu' occupata dalle truppe italiane sul finire della prima guerra mondiale. Stando al Patto di Londra l'area sarebbe dovuta finire sotto l'influenza italiana, ma la citta' fu' evacuata dagli italiani in seguito alla fondazione della Repubblica Turca nel 1923 e mio nonno ALFREDO in seguito a cio' decise di ritornare ad Istanbul.

Mio padre RENATO, frequento' le scuole italiane ma dovette interrompere le superiori a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Con l'appoggio di mio nonno ALFREDO, gia' Direttore della BANCA COMMERCIALE ITALIANA, trovo' un impiego al BANCO DI ROMA ad Istanbul e li conobbe mia madre CAROLINA che lavoro' per un breve periodo come segretaria presso il medesimo istituto. [vedi fotografie]

Mia madre CAROLINA invece, fu' la secondogenita di una Famiglia anch'essa radicata ad Istanbul da diversi lustri. Suo padre MATTEO ARMAO, originario dell'isola greca di Tinos (Cicladi), "romeo", ma di fede Cattolica, sposo' AMELIA DEL RE, di famiglia originaria pisana [vedi fotografie]. Ambedue le famiglie furono credenti e religiose, tanto che, ANNA, una delle due sorelle di mia nonna matrena, decise di dedicare la sua vita alla preghiera facendosi suora Carmelitana di clausura, trasferendosi a Roma, dove divenne in seguito Priora. Mia madre, in seguito dell'educazione eclesiastica ricevuta, malgrado l'eccelente cultura che acquisi' frequentando il liceo delle suore francesi di "Notre Dame de Sion" ad Istanbul, stava per prendere anch'essa i voti. Solo mio padre, follemente innamorato, corteggiandola insistentemente, riusci' a convincerla a creare una famiglia. Dopo anni di fidanzamento, la domenica del 4 Ottobre del 1953, alle ore 11,30, l'allora Delegato Apostolico Angelo Giuseppe Roncalli (in seguito Papa Giovanni XXIII), li uni' in matrimonio nella Cattedrale di Sant'Antonio ad Istanbul.

I miei genitori ebbero tre figli, tutti maschi, io sono il primogenito ed i miei fratelli sono nati, due e cinque anni dopo di me.

Anche la famiglia DEL RE, cioe' quella di mia nonna materna AMELIA ebbe una storia interessante, ma poiche' non e' portatrice del mio cognome, mi limito a riportarla nell'albero genealogico della Famigia Del Re.

Negli anni a seguire, in Turchia, a causa di una Legge Parlamentare del 1932, che impediva ai cittadini d'origine greca l'accesso a una serie di mestieri e professioni, e la successiva tassa sulle rendite (Varlik Vergisi), imposta nel 1942, causo' la riduzione del potenziale economico dell'imprenditoria greca, estremamente radicata da generazioni sopratutto in Istanbul (ex Costantinopoli). La mia famiglia pero', pur essendo per una parte di origine greca e seppur mio nonno materno MATTEO non ha mai rinunciato alla nazionalita' greca, non fu' mai stata toccata da questa corrente nazionalista avviata dall'allora Primo Ministro Adnan Menderes. Per cui la vita scorreva regolare ed agiata, con frequenti balli presso la "Casa d'Italia" l'ex Ambasciata italiana e vita sociale privileggiata condotta nei vari circoli italiani, quali la "Societa' Operaia" sennonche' l'abituale frequentazione dell'allora unico cinema di Istanbul, sito in Rue de Pera' (quartiere latino).

Il 6 e 7 settembre 1955 pero' fu' messo in atto da un certo numero di studenti nazionalisti e di organizzazioni irredentistiche il cosidetto "pogrom" che poi divenne famoso col nome di "progrom di Istanbul" e cioe' un saccheggio premeditato e tollerato dalle autorita', diretto a colpire gli stranieri, ma sopratutto la numerosa minoranza greca, forte di piu' di 100.000 abitanti. Molte tensioni proseguirono anche negli anni 1958 e 1959 e gli studenti nazionalisti turchi organizzarono frequentemente campagne per incoraggiare il boicottaggio di tutte le attivita' e le merci greche. In quel periodo, mio nonno MATTEO, fu' colpito da ben quattro proiettili, mente stava cercando di salvare l'incasso del suo negozio sito nel centro di Istanbul, rischiando di perdere la vita. Successivamente fu' costretto a chiudere la sua fabbrica di giocattoli in plastica, visto come ottimo investimento, dato che la plastica era appena stata inventata. Il governo raggiunse il suo scopo 8 anni dopo, nel 1964, quando contesto' e ritratto' la Convenzione greco-turca di Ankara del 1930, che stabiliva il diritto dei greci stabili, cioe' i greci che erano nati e vivevano a Istanbul ma che avevano conservato la cittadinanza greca, di vivere e lavorare in Turchia. Con soli due giorni di preavviso, per legge, arrivo' l'obbligo di lasciare la Turchia ed a seguito di cio', nel 1965, la comunita' greca d'Istanbul si ridusse a sole 48.000 persone. I miei nonni materni, unitamente alla famiglia del loro figlio maggiore GIOVANNI, presagirono il peggio, e nel 1964 si trasferirono definitivamente in Italia, aiutati anche dal fratello di mia nonna materna, GIUSEPPE, che ottenne, anni prima, la carica di CONSOLE ONORARIO ad Istanbul.

Nell'anno successivo venne a mancare mio nonno paterno ALFREDO, gia' malato di tumore al pancreas, il quale fu' sepellito nella tomba di famiglia nel "Cimitero Cattolico di Ferikoy". Per i miei genitori, tutti questi fatti furono devastanti e la vita non essendo piu' quella di prima, nel 1966 decisero di lasciare definitivamente la Turchia per stabilirsi a Milano, perdendo gran parte del patrimonio e lasciando quel paese con tanti "... RICORDI ...", ma con la speranza di dare un futuro migliore alle generazioni a venire.