La Banque Ottomane


La Banque Ottomane

La "Banque Ottomane", in turco "Osmanli Bankasi" (ex Imperial Ottoman Bank) e' stata fondata nel 1856 nel quartiere direzionale di Galata in Istanbul, capitale dell'Impero Ottomano. Inizialmente fu' una joint venture tra interessi britannici, la "Banque de Paris et des Pays-Bas" di Francia ed il Governo Ottomano.

Il capitale iniziale della Banca era di 135.000 azioni, 80.000 dei quali sono stati acquistati dal gruppo inglese, e 50.000 da parte del gruppo francese, mentre 5.000 azioni sono state assegnate agli Ottomani.

Ha funzionato come "Banca Imperiale Ottomana" dal 1863 al 1924 ed era considerata come una banca statale, che svolgeva le funzioni di una banca centrale.

Nel quadro delle attivita' di merchant banking, era coinvolta soprattutto con le opere pubbliche, le ferrovie, il porto di Beirut, la linea ferroviaria Beirut-Damasco e la sua successiva estensione a "Homs", "Hamah" e "Aleppo". Il sostegno finanziario della Banca ha continuato con altri progetti ferroviari tra cui la linea di Costantinopoli-Salonicco, Smirne-Kasaba (1892) e la ferrovia di Baghdad (1903).

La Banca ha svolto anche un ruolo importante nella costituzione della societa' mineraria del carbone "Eregli" sulla costa del Mar Nero. Nel mese di agosto 1896, la banca e' stata oggetto di un sequestro da parte di rivoluzionari armeni intenti a portare l'attenzione internazionale al maltrattamento degli armeni nell'Impero Ottomano.

Nel giugno 1996, la Banca Ottomana e' stata venduta al Gruppo Dogus, e le sue attivita' erano concentrate soprattutto in Turchia. Nel 2001, la Banca Ottomana entro' a far parte dell'attuale "Garanti Bankasi"